{"id":1105,"date":"2026-04-29T06:43:39","date_gmt":"2026-04-29T06:43:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/?p=1105"},"modified":"2026-04-29T06:50:12","modified_gmt":"2026-04-29T06:50:12","slug":"ci-risiamo-3-anni-strappata-dalla-madre-e-spedita-in-altro-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/?p=1105","title":{"rendered":"Ci risiamo&#8230;.. 3 anni strappata dalla madre e spedita in altro paese&#8230;."},"content":{"rendered":"\n<p>3 anni, sempre vissuta con la madre, tra Italia e Romania&#8230;. portata di forza lontana dalla mamma, all\u2019improvviso, dalla sua vita, dalle sue relazioni, dalla lingua che parla, da adulti incuranti delle sue lacrime e dei suoi singhiozzi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Neanche il diritto di visita alla madre ma, soprattutto, neanche il diritto di visita a sua mamma della bambina.<\/p>\n\n\n\n<p>Distruggere la relazione di attaccamento primario, che in questo caso la bambina ha stabilito con la mamma, \u00e8 una grave responsabilit\u00e0 degli adulti protagonisti di questa storia, padre compreso, alla luce di tutte le ricerche e studi che, addirittura dagli anni \u201950-\u201860, sono fioriti in letteratura scientifica pediatrica e neuropsichiatrica infantile internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sto riferendo a studi e ricerche considerate capisaldi in puericultura e psicologia dello sviluppo, quelli di Bowlby (1960) sull\u2019attaccamento, a lui commissionati dall\u2019OMS, quelli di Saunders (2010), commissionati dal Ministero della Giustizia USA, quelli di Felitti (1999) sugli effetti di eventi traumatici in et\u00e0 precoci dello sviluppo (ACEs -Adverse Childhood Events) fino ad arrivare a quelli sullo Stress Tossico delle recenti Neuroscienze.<\/p>\n\n\n\n<p>La mancata considerazione di questa mole di letteratura, comportamento inescusabile nell\u2019opinione della scrivente nel decidere questioni che riguardano l\u2019infanzia, rende inevitabili pericolosissimi errori, tra cui la separazione dei bambini dalla madre privandoli cos\u00ec del rapporto con quella che, quasi sempre, costituisce la figura primaria di attaccamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Bowlby, Winnicott e autori successivi hanno discusso e compreso il fenomeno dell\u2019attaccamento che si sviluppa dalla gravidanza in poi tra il neonato, poi bambino e sua madre, allargandosi poi, generalmente, al padre, ai familiari, ai fratelli, alle persone che si occupano amorevolmente e continuativamente del piccolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8, inoltre, oramai dimostrato che esperienze precoci avverse nella vita (Adverse Childhood Events \u2013 ACEs), lasciano un segno indelebile sulla predisposizione genetica che regola l\u2019architettura cerebrale in via di sviluppo influenzando tutta la salute dell\u2019individuo nel lungo termine, alterando le strutture cerebrali ed i sistemi fisiologici della risposta neuro-biologica allo stress<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai sappiamo, dagli studi sullo stress cronico<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a> che <strong>l\u2019azione tamponante e protettiva capace di contenere i danni dello stress e di riportare l\u2019asse ipotalamo-ipofisi-surrene a livelli di base non dannosi \u00e8 rappresentata dalla presenza dell\u2019adulto accudente col quale il bambino ha intessuto una forte relazione di attaccamento<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In assenza dell\u2019adulto di riferimento il piccolo subisce appieno gli effetti devastanti della cascata dello stress tossico con danni permanenti per la salute arrivando a condizionare, attraverso fenomeni di epigenetica, la salute delle generazioni successive, fenomeno chiaramente dimostrato in studi animali.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta fisiologica allo stress comprende:<\/p>\n\n\n\n<p>1)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; attivazione dell\u2019asse ipotalamo-ipofisi-surrene e del sistema simpatico-midollare surrenale con picco ematico degli ormoni dello stress (ACTH-RF, cortisolo, adrenalina, noradrenalina),<\/p>\n\n\n\n<p>2)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; innesco delle cascate di altri mediatori con innalzamento delle citochine proinfiammatorie,<\/p>\n\n\n\n<p>3)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; risposta del sistema nervoso parasimpatico per controbilanciare l\u2019attivazione del simpatico e la risposta infiammatoria.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019innalzamento transitorio di questi ormoni \u00e8 protettivo ed essenziale per la sopravvivenza per permettere di affrontare le situazioni di difesa\/offesa, ma, <strong>livelli eccessivamente alti e persistenti sono pericolosi o francamente tossici con effetti su tutti i sistemi ed apparati, incluso il sistema nervoso centrale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In presenza di fattori fortemente stressanti solo la presenza dell\u2019adulto con cui il bambino ha costruito la relazione di attaccamento riesce a tamponare i potenziali effetti deleteri ed a riportare l\u2019equilibrio ormonale del piccolo allo steady state iniziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 prima delle Neuroscienze la letteratura aveva evidenziato come separazioni improvvise, prolungate e non adeguatamente mediate tra bambino e madre si configurassero come eventi altamente stressanti per il piccolo, con ripercussioni sul senso di sicurezza, sull\u2019organizzazione dell\u2019attaccamento e sullo sviluppo psicologico. John Bowlby<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a> aveva dimostrato lo stato di ansia e gli effetti sullo sviluppo emotivo, Mary Ainsworth l\u2019insicurezza e la disorganizzazione, Michael Rutter, sugli orfani rumeni, i disturbi emotivi, i problemi comportamentali, le difficolt\u00e0 relazionali dei bambini separati dalla madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 ancor pi\u00f9 esasperato in et\u00e0 evolutiva precoce, i primi 3-4 anni di vita, et\u00e0 caratterizzata da una ancora limitata capacit\u00e0 di elaborazione cognitiva e simbolica della separazione, con un rischio di disregolazione emotiva e comportamentale aumentato, soprattutto in assenza di gradualit\u00e0 e di adeguate figure di riferimento sostitutive, ma nella quale la continuit\u00e0 della relazione con la figura primaria di attaccamento rappresenta elemento fondamentale per lo sviluppo emotivo e per i processi di regolazione affettiva.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In questa fase della vita le separazioni improvvise e non adeguatamente mediate possano configurarsi come eventi altamente stressanti per il bambino, con ripercussioni sulla salute fisica e mentale ben identificate dalla Scienza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, proprio alla luce degli studi di Neuroscienze sappiamo che, nello stress tossico si hanno:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>forti, frequenti o prolungate attivazioni del sistema di risposta allo stress che, in assenza dell\u2019azione tamponante dell\u2019adulto di riferimento, determina distruzione dei circuiti cerebrali e danno di organi e sistemi metabolici.<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ne conseguono cambiamenti anatomici e\/o disregolazione funzionale, eventi precursori del danno successivo all\u2019apprendimento e alle capacit\u00e0 comportamentali base, a loro volta, di malattie mentali e fisiche croniche e di mortalit\u00e0 prematura.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste <em>alterazioni anatomiche dell\u2019architettura cerebrale<\/em> possono spiegare il danno che si evidenzia nel corso della vita a:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; competenze linguistiche, cognitive,<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; capacit\u00e0 sociali-emozionali,<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; capacit\u00e0 di apprendimento,<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; capacit\u00e0 di prendere decisioni,<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; memoria,<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; autoregolazione del comportamento,<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; controllo dell\u2019umore e degli impulsi<\/p>\n\n\n\n<p>Aspetti tutti alla base dei comportamenti sociali a rischio della vita adulta.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, da un punto di vista biologico, tale distruzione anatomica cerebrale porta, nel corso della vita, ad un ampio range di malattie fisiche e mentali tra cui malattie cardiovascolari, epatiti, cancro del fegato, asma, malattia polmonare cronica ostruttiva, malattie autoimmuni, problemi dentali, depressione.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza, con le nuove modalit\u00e0 di ricerca e studio, dovute ai progressi della tecnologia e delle neuroscienze, appare evidente come <strong>lo stress tossico nell\u2019infanzia, cio\u00e8 uno stato di stress elevato e cronico, non contenuto dall\u2019azione tamponante dell\u2019adulto protettivo, sia sorgente diretta di danno biologico permanente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2, rende ragione del fatto che la presenza e l\u2019accessibilit\u00e0 dell\u2019adulto protettivo con cui il bambino ha stabilito la relazione di attaccamento deve essere assolutamente tutelata.<\/p>\n\n\n\n<p>Numerose Associazioni e Societ\u00e0, tra cui il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, la Societ\u00e0 Italiana di Neuropsichiatria dell\u2019Infanzia e dell\u2019Adolescenza si sono espresse sulla centralit\u00e0 della stabilit\u00e0 e continuit\u00e0 relazionale, sulla importanza delle relazioni primarie, sulla cautela nelle separazioni brusche per la acquisita conoscenza dell\u2019impatto dello stress sul neurosviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>La letteratura internazionale sul benessere dei bambini in famiglie separate evidenzia come cambiamenti improvvisi di contesto, associati alla perdita o drastica riduzione dei contatti con l\u2019adulto di riferimento, possano incidere negativamente sulla stabilit\u00e0 emotiva e sul senso di sicurezza del bambino, con effetti particolarmente rilevanti nei primi anni di vita tanto da spingere alla formulazione di vere e proprie Linee Guida di comportamento<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a> e Consigli di esperti.<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tornando alla bambina che ci interessa in questo momento, di soli 3 anni quindi in una delicatissima fase della sua crescita, la relazione di attaccamento della piccola era certamente correlata alla madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante ci\u00f2, e nonostante la chiara posizione della Scienza, questa piccola \u00e8 stata sottoposta ad una separazione improvvisa e drammatica dalla figura primaria di riferimento, la madre, con contestuale trasferimento in altro Paese ed interruzione di tutte le sue relazioni significative (madre, famiglia allargata, ambiente domestico e contesto di vita abituale) con perdita addirittura della prima lingua con cui stava ancora prendendo dimestichezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce di quanto su riportato, \u00e8 evidente che un tale cambiamento di vita non possa che configurarsi come un grave trauma per una piccola in et\u00e0 tanto tenera, cui la drastica riduzione dei contatti con la figura materna, limitati a brevi comunicazioni telefoniche, non pu\u00f2 considerarsi sufficiente a garantire n\u00e8 la continuit\u00e0 della relazione affettiva n\u00e9, soprattutto, quell\u2019effetto tamponante lo stato di stress tossico in cui la piccola \u00e8 certamente precipitata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione descritta, alla luce delle evidenze scientifiche, viene a porsi come un fattore di rischio significativo per lo sviluppo psico-emotivo della bambina, in relazione alla brusca interruzione delle relazioni di attaccamento e alla perdita del contesto affettivo di riferimento. La situazione assume i caratteri di particolare gravit\u00e0 se non verranno ripristinati i contatti e la relazione stessa nella sua interezza nel pi\u00f9 breve tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di sopra di tutti i diritti dei vari protagonisti la vicenda che potranno essere in vario altro modo tutelati, deve necessariamente prevalere il tanto citato \u2018<em>supremo interesse del minore\u2019<\/em>, che in questo caso, come la Scienza sostiene, non pu\u00f2 prescindere da un <strong>immediato ripristino della normale relazione con la madre, connotata alla normale convivenza, relazione di attaccamento primario realizzatasi attraverso le cure affettuose che la madre ha saputo esprimere sin dal concepimento fino a pochi giorni fa e ben testimoniate dalla risposta drammatica della piccola al distacco dalla madre.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a>Anda R et al. <em>The relationship of adverse childhood experiences to a history of premature death of family members<\/em>. BMC Public Health 2009;9:106; Delly-Irving M et al <em>Adverse childhood experiences and premature all-cause mortality<\/em>. Eur J Epidemiol 2013:28:721-734.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Anda RF et al. <em>The enduring effects of abuse and related adverse experiences in childhood. A convergence of evidence from neurobiology and epidemiology<\/em>. Eur Arch Psychiatry Clin Nerusoci. 2006;256(3): 174-86; Shonkoff JP et al. <em>Early childhood adversity, toxic stress, and the role of the pediatrician: translating developmental science into lifelong health<\/em>. Pediatrcs 2012:129(1): e224-31.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> John Bowlby. <em>Attachment and Loss<\/em> (1969\u20131980)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Australian Association for Infant Mental Health. <em>Infants and overnight care<\/em> \u2013 post separation and divorce Guideline 1 November 2011; reviewed March 2015 available at https:\/\/reppea.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/aaimhi-guideline-1-overnight-care-2015.pdf<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> Golse B. <em>Divorce and joint physical custody<\/em>. Arch Pediatr 2014;21(4):p. 441-3; Berger M et al. <em>La r\u00e9sidence&nbsp;altern\u00e9e chez les enfants de moins de six ans: une situation \u00e0 haut risque&nbsp;psychique<\/em>. Devenir 2004&nbsp;;16, 3&nbsp;: p. 213-228.<\/p>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3 anni, sempre vissuta con la madre, tra Italia e Romania&#8230;. portata di forza lontana dalla mamma, all\u2019improvviso, dalla sua vita, dalle sue relazioni, dalla lingua che parla, da adulti incuranti delle sue lacrime e dei suoi singhiozzi&#8230; Neanche il &hellip; <a href=\"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/?p=1105\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,10],"tags":[],"class_list":["post-1105","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-puericultura","category-sociale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1105"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1105\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1108,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1105\/revisions\/1108"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}