{"id":766,"date":"2015-01-28T21:54:40","date_gmt":"2015-01-28T21:54:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/?p=766"},"modified":"2015-01-28T21:58:58","modified_gmt":"2015-01-28T21:58:58","slug":"federico-unaltra-sentenza-ingiusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/?p=766","title":{"rendered":"Federico! Un&#8217;altra sentenza ingiusta!!!"},"content":{"rendered":"<p>Volentieri pubblico l&#8217;articolo di una cara amica, la Sig Marinella Colombo, anche lei una donna con una storia personale pesante e difficile ma scandita dalla volont\u00e0 di aiutare i suoi figli che le sono stati strappati dalle &#8220;ragioni di Stato&#8221; e di riuscire a rivederli, a stare loro vicino. La storia di Marinella \u00e8 nel libro &#8220;<em>Non vi lascer\u00f2 mai soli<\/em>&#8220;.<a style=\"font-style: normal; line-height: 22.1590900421143px; text-decoration: underline;\" href=\"http:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/198246_3021576593337_1415183223_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-744\" style=\"border-color: #bbbbbb; background: #eeeeee;\" alt=\"198246_3021576593337_1415183223_n\" src=\"http:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/198246_3021576593337_1415183223_n-204x300.jpg\" width=\"204\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/198246_3021576593337_1415183223_n-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/198246_3021576593337_1415183223_n.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Marinella qui esprime la sua opinione sulla sentenza della Cassazione che ieri ha deciso che <strong>non ci sono colpevoli per la morte di Federico<\/strong>. Uno stato che impone ad una madre di far vedere PER FORZA una creatura ad un delinquente, con un affido ad hoc ad assistenti sociali per scavalcare quella povera mamma, e che poi, di fronte ad una carneficina messa in atto dal delinquente proprio negli ambienti dei servizi sociali dove il bambino doveva essere protetto come mai in altre parti, non trova colpevoli ma se la cava con una assoluzione, veramente \u00e8 uno Stato che di giusto non ha niente! Quella di Federico \u00e8 davvero una strage di stato. Un&#8217;assassinio di un bambino imposto per legge, preannunciato e prevedibile, ed ora anche impunito! Quei signori sono ancora l\u00ec, belli tranquilli, a rovistare nelle vita di tanti altri bambini, di tante altre mamme, di tanti altri babbi. Neanche la scelta morale di licenziarsi&#8230;&#8230;&#8230;<!--more--><\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 finita. Tutti assolti. Ma non c\u2019\u00e8 nulla di cui rallegrarsi. \u201cTutti assolti\u201d significa che la morte di Federico non ha un responsabile, significa che \u201cin nome del popolo italiano\u201d lo Stato potr\u00e0 continuare a togliere l\u2019affido di un bambino alla madre che vuole proteggerlo e metterlo nelle mani del suo carnefice. Se quest\u2019ultimo lo uccide, pazienza, \u00e8 successo, nessuno risponder\u00e0, nessuno \u00e8 responsabile. Questo potere immenso dato ad assistenti sociali, psicologi, ASL, Tribunale per i Minorenni potr\u00e0 continuare, come prima, pi\u00f9 di prima. Due vite spezzate, quelle di un bambino e della sua mamma, pare vengano considerate un incidente di percorso. Probabilmente non verr\u00e0 spesa neppure una parola su questa sentenza in nessun telegiornale. Sto parlando di Federico Barakat e della sua mamma, Antonella Penati e della sentenza che ha emesso ieri la Suprema Corte di Cassazione di Roma. La vicenda \u00e8 intricata, ma estremamente semplice. Antonella conosce un uomo colto e gentile, un immigrato dall\u2019Egitto con lauree e competenze e perfettamente integrato in Italia. Se ne innamora. Nasce un figlio. Ma la felicit\u00e0 della piccola famiglia dura poco, l\u2019uomo ben presto sparisce e Antonella scopre che quell\u2019uomo, che credeva di conoscere cos\u00ec bene, in realt\u00e0 ha pi\u00f9 di una identit\u00e0. Delusione e solitudine, ma immediatamente cancellate dall\u2019amore per suo figlio. La vita continua ed \u00e8, nonostante tutto, una vita raggiante. Quel bambino, amato e desiderato, \u00e8 la ragione e il senso della sua esistenza. Antonella continua a lavorare, ma organizza la sua vita in funzione delle esigenze del piccolo che intanto diventa sempre pi\u00f9 bello, socievole, sereno. Un giorno il padre ricompare. E\u2019 cambiato, trasformato, completamene diverso da colui che lei aveva amato. Non lavora pi\u00f9, assume stupefacenti, \u00e8 violento. Antonella non teme tanto per s\u00e9, ma per il bambino, Federico. Quello sconosciuto, cos\u00ec diverso dall\u2019amato padre di suo figlio, la perseguita giorno e notte e arriva persino a tentare di mandare fuori strada la macchina su cui viaggiano Antonella e Federico. Lei deve proteggersi, deve proteggere la sua creatura e per questo denuncia le violenze. Ma l\u2019unica \u201cprotezione\u201d che riceve \u00e8 quella degli assistenti sociali e del Tribunale per i Minorenni che le toglie l\u2019affido esclusivo per conferirlo ai Servizi Sociali e costringerla a dare il bambino all\u2019uomo che gli fa tanta paura. Le relazioni dicono che Federico deve scoprire la \u201cparte buona del padre\u201d. Per fare questo, dovranno scrivere che la madre \u00e8 iperprotettiva e le imporranno un incontro settimanale tra il bambino e il padre. L\u2019incontro \u00e8 in \u201cambiente protetto\u201d e Antonella, pur preoccupata, \u201cconsegna\u201d (\u00e8 questa l\u2019espressione correntemente usata dagli operatori) il bambino ogni settimana all\u2019educatore. D\u2019altronde non le hanno lasciato nessuna possibilit\u00e0 di scelta, l\u2019affido \u00e8 stato trasferito ai Servizi Sociali e lei non ha pi\u00f9 nulla da decidere, pu\u00f2 solo ubbidire. In una societ\u00e0 nella quale l\u2019opinione pubblica viene sempre pi\u00f9 bombardata da notizie che evidenziano come il \u201cvero\u201d pericolo per i bambini siano i propri genitori, nella quale ogni separazione diventa una separazione litigiosa, si vuole rendere normale l\u2019intervento delle autorit\u00e0 e la conseguente privazione dei diritti genitoriali; qualsiasi motivazione pu\u00f2 essere addotta: genitore iperprotettivo, genitore non tutelante, genitore inidoneo, genitore psichicamente instabile, genitore troppo impegnato dal lavoro, genitore povero \u2026 Fatto \u00e8 che quel 25 febbraio 2009, quando il Comune di San Donato Milanese (detentore dell\u2019affido del piccolo Federico) tramite i servizi sociali, fa incontrare il bambino con il padre all\u2019interno della ASL, cio\u00e8 in ambiente protetto, non lo protegge. L\u2019educatore che avrebbe dovuto essere presente sembra abbia lasciato solo il padre con il bambino. Di sicuro il padre era entrato portando con s\u00e9 una pistola e un coltello e li ha usati entrambi per uccidere suo figlio e poi uccidersi. Eppure nessuno \u00e8 responsabile, nessuno poteva prevedere, nessuno pu\u00f2 essere accusato di non aver difeso Federico. Ma davvero nessuno \u00e8 responsabile di aver ritenuto Antonella \u2013 evidentemente sbagliando &#8211; una madre eccessivamente preoccupata e iperprotettiva? Davvero nessuno \u00e8 responsabile per aver costretto Federico a cercare \u201cla parte buona del padre\u201d consegnandolo nelle mani di un consumatore di stupefacenti, un uomo della cui identit\u00e0 nessuno \u00e8 certo? Un uomo ben noto alla polizia per essere stato un cittadino non proprio esemplare? Se avessero lasciato l\u2019affido ad Antonella, lei avrebbe protetto il suo bambino, cos\u00ec come ogni genitore responsabile sa fare per il bene della sua creatura, quella creatura che \u00e8 una parte di s\u00e9 e non un \u201cfascicolo\u201d come invece \u00e8 stato chiamato Federico per tutti gli anni del dibattimento. Quel 25 febbraio 2009 la vita di Antonella \u00e8 diventata uno strappo, e il vuoto. Un vuoto che lei ha tentato di colmare reclamando giustizia per suo figlio, reclamando che i responsabili della sua morte venissero, pi\u00f9 che puniti, messi nella condizione di non nuocere ulteriormente, di non ripetere le fasi di questo dramma con altri bambini, di non togliere senza vere ragioni i figli ai genitori, rovinando altre giovani esistenze. Cos\u00ec facendo lei metteva in discussione un sistema ben rodato, un sistema redditizio, un sistema che sa proteggersi molto bene. E che infatti si \u00e8 protetto. Antonella ha speso cifre enormi \u2013 tutti i suoi risparmi e di pi\u00f9 &#8211; per pagare avvocati e periti, affinch\u00e9 si facessero i processi e suo figlio ottenesse giustizia. Certamente nessuno avrebbe pi\u00f9 riportato alla vita Federico, ma almeno lui avrebbe potuto riposare in pace. Da quasi sei anni Antonella affronta processi, situazioni \u201cinspiegabili\u201d di fascicoli che spariscono e ricompaiono, di periti che cercano le sue vecchie foto in rete per stabilire se da quel 2009 \u00e8 ingrassata o dimagrita, di procuratori che le spiegano che per salvare Federico avrebbe dovuto infrangere il decreto del Tribunale per i Minorenni e scappare in Francia. Tra annullamenti, sospensioni e rifacimenti, la causa \u00e8 arrivata a Roma e ieri, la Suprema Corte di Cassazione, diversamente da ogni aspettativa e da quanto richiesto dalla Procura, ha cassato la sentenza di condanna della Corte d\u2019Appello di Milano, ritenendo in pratica che nessuno \u00e8 responsabile della morte di Federico e ognuno dei personaggi coinvolti continuer\u00e0 ad occupare la stessa posizione e ad agire come ha gi\u00e0 fatto. Auspico che quel \u201cPopolo italiano\u201d in nome del quale \u00e8 stata emessa la sentenza voglia far sentire la sua solidariet\u00e0 ad Antonella, voglia aiutarla a non sentirsi sola, voglia incoraggiarla e sostenerla nella lotta che ha sostenuto fino ad ora e che speriamo voglia continuare a condurre con la sua Onlus (http:\/\/www.federiconelcuore.com\/associazione-tutte-le-informazioni\/la-nostra-mission.html) a favore dei tanti piccoli Federico che desideriamo continuino a vivere insieme ai loro genitori e nel ricordo di Federico Barakat, un innocente privato della giustizia terrena, ma che rimarr\u00e0 sempre vicino e nel cuore della sua mamma&#8221;.<\/p>\n<p>Marinella Colombo<\/p>\n<p>Membro della European Press Federation<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volentieri pubblico l&#8217;articolo di una cara amica, la Sig Marinella Colombo, anche lei una donna con una storia personale pesante e difficile ma scandita dalla volont\u00e0 di aiutare i suoi figli che le sono stati strappati dalle &#8220;ragioni di Stato&#8221; &hellip; <a href=\"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/?p=766\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,10],"tags":[],"class_list":["post-766","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-bambini-donne-genitorialita","category-sociale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=766"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/766\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":769,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/766\/revisions\/769"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}