{"id":791,"date":"2015-04-01T13:00:30","date_gmt":"2015-04-01T13:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/?p=791"},"modified":"2015-04-01T13:12:12","modified_gmt":"2015-04-01T13:12:12","slug":"gentilmente-ditemi-su-che-libri-avete-studiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mariaserenellapignotti.it\/?p=791","title":{"rendered":"gentilmente, ditemi su che libri avete studiato"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ilcaffe.tv\/img_articoli\/big\/2015\/03\/509.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Ed adesso parliamo di Antonio, nome fittizio reale, non importa!<\/p>\n<p>Di Antonio, di quel ragazzino, pare, portato via qualche giorno fa da 20 poliziotti che hanno sequestrato un&#8217;intera scuola fino al pomeriggio, fino a portarlo via, immagino esausto, alle 17.00 su due volanti partite a sirene spiegate per condurlo, di nuovo &#8230;. l\u00e0 dove Antonio non voleva andare: in questo moderno sistema di reclusione infantile che sono le Case Famiglia.<\/p>\n<p>Di nuovo\u2026. perch\u00e9 mi ricorda il bambino di Cittadella, i bambini di Battipaglia, la bambine italo-australiane e le lacrime di una bambina che al telefono urlava alla mamma di portarla via dalla casa famiglia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilcaffe.tv\/articolo\/12071\/il-caso-del-bambino-prelevato-a-scuola-in-un-interrogazione-parlamentare\">http:\/\/www.ilcaffe.tv\/articolo\/12071\/il-caso-del-bambino-prelevato-a-scuola-in-un-interrogazione-parlamentare<\/a>\u00a0<!--more--><\/p>\n<p>Non so dove \u00e8 adesso Antonio, se \u00e8 tornato a casa o chiss\u00e0 dove \u00e8 stato mandato.<\/p>\n<p>I familiari dicono che li bambino sta male, che piange sempre, che era impaurito. Dicono che aveva chiaramente detto ai Giudici che non voleva vedere il padre e perch\u00e9!<\/p>\n<p>Di nuovo, il movente \u00e8 questo: a fronte ad un oltraggio al maschilismo patriarcale il cui orgoglio non deve essere macchiato, il bambino viene punito con la peggiore delle punizioni, il distacco da coloro che gli vogliono bene, per l&#8217;appunto la madre, la famiglia, la scuola, la squadra di calcio, la reclusione e, immagino, l\u2019obbligo di terapia!<\/p>\n<p>Possibile??? Possibile nel nostro Paese, culla (falsa) della maternit\u00e0? Possibile nel III millennio???<\/p>\n<p>Non me ne capacito! Ed allora domando ai professionisti che certamente hanno popolato la dinamica di questa storia ed\u00a0hanno la responsabilit\u00e0 della decisione: dove hanno studiato, su quali libri, quali ricerche? Quali studi sono alla base di tale scelta educativa??? Quale il presupposto pedagogico?<\/p>\n<p>Ho studiato tutta la vita pediatria, puericultura, psicologia infantile&#8230;eppure non saprei dare alcuna referenza di un singolo lavoro scientifico a supporto di una tale scelta che condizioner\u00e0 e per sempre, la vita del \u00a0bambino, le sue relazioni con gli altri, gli adulti, la famiglia, la scuola, i colleghi, le istituzioni, la polizia, i magistrati, i Tribunali. Tutto, anche il suo essere futuro padre e futuro marito!<\/p>\n<p>Su questo almeno dovremmo essere d&#8217;accordo, <span style=\"text-decoration: underline;\">un tale spiegamento di forze esprime l&#8217;importanza che passare ai fatti aveva per chi ha preso questa decisione<\/span>. Siamo quindi tutti consapevoli che la scelta era molto \u00a0importante per la vita di questo bambino, i suoi rapporti sociali ed anche la sua salute fisica!<\/p>\n<p>Quello che vorrei discutere \u00e8 altro. Vorrei riflettere sui modi e sui contenuti ed avere per risposta quei riferimenti scientifici che una scelta tanto potente deve avere e che, ahim\u00e8, non trovo nel mio background culturale.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>I MODI<\/strong> &#8211; pare che un poliziotto abbia detto &#8220;<em>non avremmo mai usato la forza<\/em>!&#8221; Questa \u00e8 veramente una battuta! Cosa \u00e8 uno spiegamento di forze di tale fatta con macchine, sirene e poliziotti se non forza? Non a caso la polizia si chiama &#8220;forza pubblica&#8221;. Di fatto \u00e8 stata usata la forza pubblica ed in forze, contro un bambino. Di nuovo come terreno per il fatto \u00e8 stata usata una scuola pubblica che dovrebbe essere, invece, &#8220;<em>zona extraterritoriale<\/em>&#8220;! Il posto al mondo pi\u00f9 sicuro dopo la casa familiare, anzi pi\u00f9 sicuro di questa. Un posto talmente neutrale dove un ragazzino pu\u00f2 sentirsi libero, tranquillo, sicuro, senza alcun timore. Dove possa andare sereno senza la paura di non tornare a casa, o a quella che LUI considera casa. Pieno di adulti protettivi e preparati a proteggerlo. Un posto dove i genitori non devono temere di mandare i figli. Sicuri che, come li lasciano, li ritrovano, anzi meglio! Lavati e stirati!<\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">L&#8217;aver usato la forza pubblica in una scuola pubblica non per difendere i ragazzi ma per portare via un bambino<\/span> che tutti hanno visto non volere essere portato via ha un effetto potenziale pericolosissimo su tutti: il bambino, i professori, i custodi, gli altri bambini! Siamo sicuri sia possibile\u00a0mantenere la fiducia nella forza pubblica, nei Tribunali, nei Magistrati? E non basta a giustificare l&#8217;evento dire che si aveva il \u201c<em>dovere di attuare un provvedimento del Giudice<\/em>\u201d perch\u00e9 anche il lavoro del Giudice va sottoposto a verifica come tutti i lavori del mondo. Il prodotto del lavoro del Giudice, scritto nel provvedimento, ancora di pi\u00f9 deve essere in linea con l&#8217;ordinamento del nostro Paese, primo tra tutti la Costituzione. E, purtroppo, ci sono persone come la sottoscritta che credono che provvedimenti coercitivi e violenti verso bambini siano contrari ai principi costituzionali pi\u00f9 alti che sanciscono il diritto alla libert\u00e0, alla autonomia, alla tutela degli affetti, alla dignit\u00e0 della persona umana.<\/p>\n<p>E quindi se un provvedimento \u00e8 lesivo della dignit\u00e0 della persona umana, della sua libert\u00e0 e della sua autonomia non vi \u00e8 altro che la disobbedienza civile. D\u2019altra parte se, quando furono enunciate le leggi razziali non ci fossero stati i trasgressori tanti bambini ebrei sarebbero stati deportati.<\/p>\n<p>Consideratemi quindi disobbediente, io sarei stata con Antonio, sono con Antonio! Io non ce l&#8217;avrei mai fatta ad eseguire quel provvedimento. Fortuna che non sono poliziotta o\u00a0 assistente sociale.<\/p>\n<p>Un bambino, non \u00e8 &#8220;piccolo&#8221; nella dignit\u00e0, \u00e8 una persona umana a tutti gli effetti e gode degli stessi diritti degli adulti, ma, in pi\u00f9 ad essi, ha il diritto ad essere tutelato, curato e protetto! Mi verr\u00e0 risposto quindi: \u00e8 proprio per tutelare il bambino che si \u00e8 agito cos\u00ec. E&#8217; stato fatto per il suo bene!<\/p>\n<p>Appunto, mi si mostrino le ricerche scientifiche e quant&#8217;altro serve a supportare una tale decisione! E \u00a0per cortesia non mi si risponda &#8220;<em>E&#8217; nel supremo interesse del minore<\/em>&#8220;! Devo altrimenti ricordare che il concetto astratto di &#8220;<em>supremo interesse del minore<\/em>&#8221; \u00e8 stato coniato dal regime nazista per portare via i bambini alle famiglie degli ebrei e dei tedeschi dissidenti. Da allora viene usato ampiamente nei Tribunali. Suona bene ed il principio astratto \u00e8 giusto, ma, di fatto, inneggiando al &#8220;<em>supremo interesse<\/em>&#8221; gli adulti sono intitolati a fare <span style=\"text-decoration: underline;\">tutto<\/span> quello che LORO ritengono essere il &#8220;supremo interesse&#8221;.<\/p>\n<p>Quindi, gentilmente, siccome non mi accontento e sono curiosa, <em>qualcuno mi dice su quali libri si pu\u00f2 studiare che sia nel supremo interesse di Antonio e di tutti i bambini coinvolti e che non scorderanno mai la scena essere privato della libert\u00e0<\/em>, costretto a vedere persone che non vuole vedere, separato dagli affetti, dalla scuola, dallo sport, dalla casa attraverso un attacco della forza pubblica perpetrato in una scuola pubblica? E mi dite anche dove \u00e8 scritto che un atto di tale violenza non sia violenza?<\/p>\n<p>E mi dite dove \u00e8 scritto che i bambini, Antonio e gli altri, non ne avranno un danno reale e potente per tutta la vita? Ed infine, mi date per favore i riferimenti bibliografici che sostengono una buona prognosi per la relazione padre\/bambino?<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Se io non sono aggiornata sono disposta a studiare di pi\u00f9<\/span>!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>I CONTENUTI<\/strong>. Sappiamo che Antonio non vuole vedere il padre. Non ne conosco i motivi ma li immagino. E qui ci sono molte opinioni. Io ho la mia, dopo 30 anni di lavoro coi bambini.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Come tutte le persone anche i bambini, nei momenti di stress e tensione, come un divorzio, passano momenti di confusione e possono non voler vedere un genitore per svariati motivi, anche banali, che non sto qui ad elencare. Poi le cose si assestano, il tempo passa, si trova un nuovo equilibrio e, se non sono stati attaccati frontalmente anche i bambini si assestano ed i rapporti, questa volta nuovi, riprendono e si stabilizzano. Un padre ed una madre sono troppo importanti e, quando una relazione sana \u00e8 stata intessuta, per anni, non esiste proprio di dimenticarsi quel padre o quella madre. Non ci sar\u00e0 manipolazione alcuna che possa distruggere una relazione padre\/figlio o madre\/figlio sane, vere, reali, tanto meno un provvedimento di un Giudice.<\/p>\n<p>Quando invece il rifiuto si protrae, forte e drammatico e si stabilizza, c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va e che gli adulti avrebbero il dovere di capire. Purtroppo, per\u00f2, spesso non ne hanno n\u00e8 la capacit\u00e0 n\u00e8 la competenza. Spesso sotto c&#8217;\u00e8 la <strong>violenza<\/strong>, anche non recepita dagli altri come violenza (<em>e le parole del poliziotto sono esemplificative della confusione che hanno in testa gli adulti<\/em>), il <strong>maltrattamento <\/strong>oppure una <strong>vera e propria malattia mentale<\/strong> che inibisce la capacit\u00e0 genitoriale.<\/p>\n<p>In questi casi di rifiuto ostinato ci vorrebbe una diagnosi o almeno&#8230;.. &#8220;prudenza&#8221;.<\/p>\n<p>Prudenza! E grande attenzione ai bambini!<\/p>\n<p>Le relazioni tra le persone, parenti o amici o altro che siano, sono delicate. Non si forzano. E, se sono sane, danno spontaneamente buoni frutti: amore, affetto, rispetto. Influenzabili ma non manipolabili, n\u00e9 nascono o terminano per provvedimento del Giudice.<\/p>\n<p>E adesso? Quand&#8217;anche non si tratti, come spero, di un caso di violenza, maltrattamento o malattia mentale quale sar\u00e0 il destino della relazione di Antonio col padre ? E con le Istituzioni?<\/p>\n<p>Mi sento di esprimere purtroppo la prognosi peggiore. Il bambino \u00e8 o \u00e8 stato prigioniero e privato di tutta la sua vita e far\u00e0, quindi, esattamente come fanno i prigionieri di guerra o gli internati nei campi, si piegher\u00e0 al suo dittatore! Ubbidir\u00e0!<\/p>\n<p>Ma i bambini hanno un brutto difetto: crescono! E mentre loro diventano belli e forti\u00a0i genitori invecchiano. C&#8217;\u00e8 da domandarsi se il Giudice abbia pensato a cosa accadr\u00e0 quando\u00a0Antonio avr\u00e0 18 anni o anche prima. Antonio diventer\u00e0 grande e forte molto presto, un pezzo di ragazzone. Antonio avr\u00e0 sperimentato la violenza e la forza ed avr\u00e0 imparato ad usare quella e che quella vince. Il destino \u00e8 scritto, si tratta solo di capire quanta sofferenza sar\u00e0 introiettata. Maggiore la sofferenza, maggiore la risposta violenta che Antonio butter\u00e0 fuori appena potr\u00e0. Questi sono gli studi che conosco io!<\/p>\n<p>Chi vive la violenza impara la violenza e diventa violento.<\/p>\n<p>Se fossi stata io consulente di quel Giudice gli avrei detto che questa decisione oltre a costituire un evento avverso e drammatico dell&#8217;infanzia che causer\u00e0 ad Antonio uno stato di Stress Tossico e quindi un vero e proprio danno biologico permanente, lo esporr\u00e0 ad un rischio di suicidio 4 volte maggiore della popolazione generale, una volta adulto e ad un rischio maggiore di depressione e di bassa autostima che lo esporr\u00e0 a sua volta a minori successi accademici e professionali. Gli avrei detto che lo esporr\u00e0 da adulto a comportamenti a rischio sociale come uso di droghe e abuso di alcool, affiliazione in gang, a danno suo e della comunit\u00e0. Gli avrei anche detto che lo stress tossico nell\u2019infanzia altera il profilo immunitario, l\u2019equilibrio metabolico ed ormonale, che condiziona una peggiore prognosi per tutte le malattie del sistema cardiovascolare, e potrei ancora andare avanti. Ma sinceramente lo avrei detto anche al padre. Non mi si dica per favore che al padre tutto ci\u00f2 non sarebbe interessato, se cos\u00ec fosse: che padre \u00e8? un bravo genitore a sentire queste cose fa marcia indietro a 100 all&#8217;ora.<\/p>\n<p>E naturalmente di tutto ci\u00f2 ho i riferimenti bibliografici. Non \u00e8 la sottoscritta che ha questa opinione.<\/p>\n<p>E&#8217; la scienza!<\/p>\n<p>Mi domando se quel Giudice \u00e8 a conoscenza di questi studi che oramai infiammano la letteratura scientifica?<\/p>\n<p>Ed invece, <span style=\"text-decoration: underline;\">l&#8217;unico riferimento bibliografico per queste violente terapie che mi viene in mente \u00e8, al solito, un tale Richard Gardner<\/span>! Un signore dal curriculum discutibile che si \u00e8 suicidato in malo modo, attaccato nei Tribunali nei quali neanche aveva pi\u00f9 il coraggio di presentarsi.<\/p>\n<p>Tale signore \u00e8 quello che ha inventato quel drammatico strumento di violenza domestica che \u00e8 la sindrome di alienazione parentale i cui sostenitori, nonostante la sconfitta subita con la espulsione di tale finta malattia dal DSM V, il manuale ufficiale delle malattie mentali, continuano a proporre le sue drammatiche terapie, intrisi dalla ideologia che ne sta alla base.<\/p>\n<p>Secondo Gardner infatti, la violenza maschile non esiste, l&#8217;istinto materno protettivo \u00e8 un ancestrale e residuo della nostra &#8220;animalit\u00e0&#8221; e va combattuto. Come? Portando via un bambino recalcitrante alla madre protettiva con la forza ed impedendogli di incontrarla. Staccandolo da tutto il suo contesto sociale, che generalmente \u00e8 verso di lui protettivo: scuola, sport, chiesa, nonni, famiglia, amici. Se occorre va sedato ed anche recluso. Inoltre va sottoposto a massicce &#8220;psicoterapie&#8221; per costringerlo a vedere il genitore che non vuole frequentare, attraverso minacce di ogni tipo &#8220;<em>se continui cos\u00ec non vedrai pi\u00f9 la mamma<\/em>!&#8221;, &#8220;<em>se non fai cos\u00ec lo diciamo al Giudice e lui ti fa portar via dai carabinieri<\/em>!&#8221; &#8220;<em>se pap\u00e0 \u00e8 cattivo non importa, tu lo vedrai lo stesso<\/em>&#8220;! \u2026<\/p>\n<p>Queste sono tutte frasi vere, registrate di nascosto in incontri reali tra bambini e psicologi regolarmente praticanti la professione in Italia.<\/p>\n<p>Ebbene, l&#8217;ho detto e lo ripeto, io non sono una giurista ma per me siamo davanti veramente ad un reato grave, quello di <em>violenza privata<\/em> ed anche a quello di <em>lesioni personali gravissime<\/em>. Come nella istituzionalizzazione forzata e nell\u2019uso della forza pubblica ravvedo il reato di <em>maltrattamento\u00a0all&#8217;infanzia. <\/em><\/p>\n<p>Se cos\u00ec non \u00e8, come spero, gentilmente mi mandate la bibliografia vera, seria, scientifica, pubblicata su riviste mediche internazionali, sottoposta ai processi di peer-review, scaturita in Linee guida e protocolli approvati dalla comunit\u00e0 scientifica internazionale a supporto di tali provvedimenti contro i bambini?<\/p>\n<p>Ed in ogni caso, non saranno reati in questo oramai marcio paese, ma sicuramente costituiscono maltrattamento all\u2019infanzia nell\u2019accezione medica del termine che, permettete, \u00e8 quella pi\u00f9 importante perch\u00e9 \u00e8 quella che mira alla salute dell\u2019adulto e del bambino, bene supremo, anche superiore alla Giustizia.<\/p>\n<p>Grazie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ed adesso parliamo di Antonio, nome fittizio reale, non importa! 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