Informazioni su Serenella

Dott.ssa Maria Serenella Pignotti Neonatologo Pediatra Medico-legale Perfezionato in Terapia Intensiva Neonatale Perfezionato in Neurologia Neonatale Master di II livello in Bioetica: l'incontro di filosofia, medicina e diritto Master di II livello in Psichiatria, psicopatologia forense e criminologia Albo dei Periti del Tribunale di Firenze n° 5510 Area Diritti del bambino AOU Meyer - Firenze Tel 055 5662545 fax 055 5662400 E-mail: m.pignotti@meyer.it

Il ‘SUPERIORE DISINTERESSE DEL MINORE’: la tortura del ‘trattamento obbligatorio’ dei bambini ordinato dai tribunali

La cultura della scellerata ideologia della Sindrome di alienazione parentale (PAS), inventata da un attivista della pedofilia ed entrata come uno tsunami nei Tribunali dei paesi cosiddetti civili, tra i quali l’Italia, porta con sé provvedimenti imposti da magistrati che costituiscono un vero e proprio abuso all’infanzia laddove con questo termine si intenda, come la Scienza definisce ad esempio col  Centers for Diseases Control and Prevention (CDC) di Atlanta, per Abuso fisico “l’uso intenzionale della forza fisica o di strumenti contro un bambino da cui derivano, o da cui potenzialmente possono derivare lesioni fisiche”.[1]

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Gentile Presidente Mattarella, a proposito di bambini ‘allontanati’ per decreto del Tribunale

Ieri, nel Suo discorso a ricordo delle tremende stragi di Capaci e via d’Amelio, Lei richiamava alla ‘credibilità della Magistratura e la sua capacità di riscuotere fiducia’ ritenendole ‘imprescindibili per il funzionamento del sistema costituzionale e per il positivo svolgimento della vita della Repubblica‘.
Si rivolgeva anche direttamente ai giovani ‘segno di speranza per il futuro del nostro Paese’.
Non si può non essere d’accordo con Lei e non apprezzare il Suo discorso. Esso però, richiama ad altre riflessioni. Continua a leggere

Di nuovo rapimenti di stato, di nuovo violenza delle istituzioni sui bambini

Un bambino di soli 8 anni, affidato congiuntamente ai due genitori ed in custodia alla madre, è oggetto di provvedimento del Tribunale  che, 8 giorni fa, decretava un improvviso cambio di collocamento con spostamento immediato del bambino dalla Toscana alla Sicilia dal padre dove non ha mai abitato.

L’esecuzione del decreto è affidata ai Servizi sociali dei due territori che dovranno supportare il bambino nel percorso di adattamento al nuovo ambiente e nella ricostruzione del rapporto con il padre, evidentemente già prevedendo un grave disagio del bambino.

L’esecuzione veniva disposta da lì a 7 giorni, con ordine di prelevare il minore ove si trovi, anche a scuola, e ad affidarlo al padre, il tutto con l’assistenza della forza pubblica mentre viene richiesto alla Polizia di Stato di supportare le attività di esecuzione.

Tutto ciò perché, a fronte del rifiuto dal gennaio 2020 del piccolo di incontrare il padre  deve esserne disposto il collocamento da lui ‘quale ultimo tentativo di ricostruzione della bigenitorialità ’. Continua a leggere

Cara Stella …..

Ottima risposta di una ragazzina che di minore non ha proprio nulla. Dopo 30 anni di lavoro esclusivamente con ragazzi e bambini non posso che continuare a gridare che la supposta loro incompetenza è un qualcosa che fa tanto comodo ai cosiddetti ‘grandi’ e supporta, con menzogne e pregiudizi, le loro, generalmente insensate, decisioni, spesso intrise, purtroppo, in questa Italia così corrotta, di una criminale valenza economica. Decisioni sulla pelle dei bambini che fanno comodo, invece, al ‘grande’ di turno. Decisioni prese richiamandosi ad un supremo interesse del minore mai definito….  E che tradiscono la pregiudizievole base teorica, da me chiamata, dell’Idiota Morale.

Sono con te cara Stella, nome di fantasia, ma che ti si addice perchè le tue parole brillano di luce propria….. D’altra parte dobbiamo stare attenti a ‘nominare’ i bambini, o a pubblicare le loro foto… tutte cose che possono ledere i ragazzi ed il loro armonico sviluppo psico-fisico.

Mentre invece, allontanarli dal genitore con cui vogliono stare, dalla loro casa, separarli dai fratelli, incarcerarli in istituti dove non vogliono andare e dove sono costretti a convivenze forzate con perfetti sconosciuti e con gravi problemi pregressi o attuali, portarli via ad amici, famiglia, scuola, chiesa, scout, sport……. Senza ascoltarli e senza dare loro almeno la dignità dell’accoglienza mentale.. questo non fa male. Per niente… e magari portati via con la tecnica del Rapimento di Stato e con l’inganno. Continua a leggere

Cari Avvocati e Magistrati di Firenze

Ho aspettato tre giorni per decidere se rispondere o no perché rimango attonita da quello che è stato detto e ritengo indegno che, in quella che pare essere una stanza del Tribunale di Firenze, si sia citato Gardner, un mio ignobile collega, pedofilo o, al meglio, attivista della pedofilia. La pedofilia è uno dei crimini peggiori dell’umanità e tutti i lì presenti lo sanno meglio di me. Citare un pedofilo in un palazzo di Giustizia è a dir poco sconveniente. Gardner ha combattuto fino alla morte avvenuta tragicamente con 8 coltellate (difficile suicidarsi con 8 coltellate) per la legalizzazione dell’abuso sessuale dei bambini, per la scarcerazione dei pedofili, per dare loro una pensione, per abolire l’obbligo di segnalazione del  reato etc… Gardner riteneva le parafilie utili alla specie, negava la violenza maschile e riteneva che le donne avessero piacere ad essere picchiate, legate, violentate per ‘la soddisfazione di avere il seme’. Disprezzava l’istinto materno che porta le madri anche a morire per i figli, un antico retaggio inutile, legato alla bestialità, riteneva l’incesto una buona pratica condannata da una società moralista e retrograda legata alla cultura ebraica. Infatti, da bravo medico che lavorava nella Germania ex-nazista, un po’ di colpa agli ebrei la doveva dare. Continua a leggere

Osservazioni sul parere del Ministro Speranza sulla alienazione genitoriale

Gentile Ministro,

in merito alla risposta di cui all’oggetto avente a tema la Sindrome di alienazione parentale, mi permetto di fare delle precisazioni che potrebbero essere di interesse per le Istituzioni e per i cittadini italiani tutti.

Il concetto di ‘Sindrome’ è stato già ampiamente stralciato dalla discussione corale che vi fu su questo argomento negli anni 2010/2013 in occasione della revisione del Manuale dei disordini mentali dell’uomo (DSM-5) ad opera dell’American Psychiatric Association (APA). Il quadro descritto dal Dr Richard Gardner (medico militare mai specialista, attivista pro-pedofilia) non ha, e definitivamente, le caratteristiche di una sindrome medica. Questo è acquisito.

Da quel momento in poi, i sostenitori di questa ideologia, perché di ideologia si tratta, hanno quindi preferito le dizioni disturbo da alienazione, disturbo parentale, legame simbiotico, legame fusionale, disturbo relazionale etc. per intendere la medesima cosa, tentando così, ipocritamente, di reinserire la PAS nelle diatribe legali sulla custodia e l’affidamento dei bambini per le quali essa era stata espressamente ‘inventata’ dal Dr Gardner. Continua a leggere

Dal Protocollo di Brindisi o dei padri separati al disegno di legge n° 735, continua la saga della anti-bigenitorialità e dell’adultocentrismo

Si era già ampiamente commentato il Protocollo di Brindisi che non può che chiamarsi ‘dei padri separati’ vista la parzialità dei contenuti e delle pretese. Ma lo tsunami non si ferma e presto o tardi dovevano anche essere inchiodati i Magistrati a fronte di leggi e regolamenti che non potrebbero non applicare. Doveva cioè essere trasformato un progetto di ‘linee guida o protocollo’ che non aveva né avrebbe potuto avere la minima valenza, né scientifica né legale, in una vera e propria legge dello Stato. Ferma, pubblicata, statuaria, opprimente, totalizzante!
E così, questo folto capannello di rappresentanti delle associazioni di padri separati che raccolgono solo una modestissima parte degli uomini italiani separati e con figli, e certamente non la migliore, né pertanto rappresentativa dei padri italiani, ha agguantato la classe politica al momento al potere per farsi tutelare in Parlamento e legiferare una ipotetica legge che li garantisca e li rappresenti.
Ne è nato il DDL n° 735, o DDL Pillon, sul quale ci siamo ampiamente spesi, ma mai abbastanza vista l’enorme eco mediatica che ne è uscita, la sua incongruenza scientifica, i suoi aspetti di anticostituzionalità e, soprattutto, i rischi cui esso espone i bambini in generale con particolare riguardo alle vittime di violenza, bambini e madri, e la conseguente deriva sociale che ne potrebbe scaturire. Continua a leggere