Utero in affitto e una carambola di violenze sui bambini

“….le considerazioni politiche che avevano influenzato le decisioni delle autorità italiane – e cioè che i ricorrenti avevano tentato di aggirare il divieto di fecondazione eterologa in Italia e le norme in materia di adozione internazionale – non dovevano prevalere sull’interesse superiore del bambino, nonostante l’assenza di qualsiasi relazione biologica fra i tre e il breve periodo durante il quale i ricorrenti se ne erano presi cura. Ribadendo che la rimozione di un bambino dal contesto familiare è una misura estrema giustificabile solo in caso di pericolo immediato per quel minore, la Camera ha ritenuto che, in questo caso, non persistevano tali condizioni urgenti.

http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=20890

Quando dico che è proprio la mentalità imperante nei Tribunali Italiani che non va intendo questo.

La storia di questo bambino è esemplare. Non solo viene ‘commissionato’ e fatto nascere per contratto da una madre cosiddetta ‘surrogata’ che lo partorisce in una sorta di catena di montaggio a Mosca e poi lo cede. Non solo viene portato in Italia come fosse un sacco di patate. Non solo viene registrato, o tentato di farlo, in Italia con certificazioni false. Poi arriva un bel tribunale che decide che ‘siccome tra i 3 non ci sono legami biologici’ venga portato via da quelle braccia che comunque lo hanno accolto, accudito e, presumibilmente, amato nei suoi primi mesi di vita e sbattuto in un istituto, ‘portato in una casa di accoglienza e vietato qualsiasi contatto’ con i genitori.

Questa poi del vietare qualsiasi contatto è una prassi praticamente quotidiana nei tribunali. E’ una sorta di dictat che ordinano sempre. Col solo fine di fare soffrire i bambini. Basta leggere un libro di puericultura di 1° liceo, per comprendere la sofferenza che si infligge ad un bambino strappandolo a sua madre e suo padre, o quelli che ritiene tali. Ma i magistrati lo ordinano lo stesso, consigliati evidentemente da finti tecnici che, in virtù di una laurea, non di un curriculum vitae, si auto-referenziano esperti. Dopo di che, e chissà quanto dopo, perché i bambini vengono lasciati a ‘spurgare’ nelle case famiglia, come le lumache, a candire, come un fascicolo polveroso che dopo qualche mese, o qualche anno, torna sulla scrivania di un qualche altro giudice, finalmente questo piccolo viene affidato ad una famiglia che speriamo diventi quella adottiva a questo punto, ma non è sicuro che sia così. Un anno e due mesi in un istituto, in un’età così tenera. Un danno irreparabile.  La scienza dice già irreparabile dopo solo quattro mesi. Ma i bambini italiani, sempre grazie ai finti esperti, hanno una media di permanenza in istituto di due anni, addirittura a questo bambino, con solo un anno e due mesi, di istituto sulle spalle gli è quasi andata bene.

Nel frattempo i genitori, chiamiamoli ‘surrogati’ visto che così viene chiamata quella povera donna che lo ha messo al mondo, ricorrono spiegando la loro buona fede (e veramente può essere così) ma niente! Il Tribunale ha deciso! Il bambino oggetto stia al suo posto. Hai rubato un balocco, ora te lo porto via!

E si continua a punire i bambini per punire i genitori. Questo uno degli errori più gravi dei nostri Tribunali.

Vedete oggi la diversa impostazione dei Giudici del Consiglio di Europa, che fanno il vero ‘interesse superiore del bambino’. ‘Le considerazioni dei Giudici Italiani sui genitori e sugli illeciti da loro commessi, non dovevano prevalere sul vero interesse del bambino che era rimanere con quei genitori con cui aveva stabilito un’intensa relazione affettiva. Il bambino non deve MAI essere portato via dal suo ambiente se non per la presenza di un ‘pericolo immediato’, unica vera ragione per portare via un bambino alla sua famiglia’.

Ma c’è di più,  la Corte non ha obbligato lo Stato italiano a restituire il bimbo alla coppia sostenendo che «il piccolo ha indubbiamente sviluppato dei legami emotivi con la famiglia d’accoglienza con cui vive dal 2013».

Ecco il bambino soggetto, come intendo io! Ed ora il piccolo può e deve rimanere con la famiglia con cui vive dal 2013.

Questa storia è esattamente la stessa di Serena Cruz. In 20 anni non è cambiato niente. I magistrati italiani non hanno ancora compreso cosa sia un bambino, come vada trattato, quali siano i suoi bisogni fondamentali.

Ma neanche imparano dall’esperienza (triste). Serena Cruz, nonostante fosse vissuta pochi mesi, un anno, nella famiglia che l’aveva portata in Italia, appena compiuti i 18 anni è tornata esattamente lì. Nella sua (triste) sentenza i Giudici italiani mostrano di comprendere che faranno un danno enorme alla bambina ma si rifanno alla capacità del bambino di adattarsi e di superare i traumi. Che errore madornale e di contenuto.

https://www.mariaserenellapignotti.it/?p=494#more-494

Concludendo:

1. uno degli errori più gravi e più diffusi nei nostri Tribunali è punire i bambini per punire i genitori,

2. il secondo è non avere la minima cognizione di cosa sia una relazione parentale, e di quanto forte ed importante sia, con tanta gente che sta lì a valutare cosa sia la genitorialità, magari quando genitore non è mai stato o essendo un pessimo genitore,

3. il terzo è non avere la minima cognizione di cosa sia il legame di attaccamento, fondamentale, per la crescita armonica di un fanciullo,

4. il quarto riempirsi la bocca del ‘supremo interesse del minore‘ senza neanche riflettere su cosa questo sia, o facendolo con una leggerezza estrema tanto da far pensare a negligenza,

5. quinto, mani e menti impastate in queste galere che sono le case famiglia, istituti di pena non di crescita per i bambini,

6. infine, permettersi di ‘condannare ad interrompere i rapporti’ con un modus operandi da plotone di SS o Gestapo, con la violenza e la prepotenza di un regime.

Ma almeno il regime ha come scopo il potere, i soldi, la vittoria, la supremazia su un popolo. Che scopo ha questo atteggiamento contro i bambini? Solo una infinita ‘impotenza’. Ecco, questo sembrano questi signori del potere, qualunque profilo professionale vestano in questo perverso sistema, degli ‘impotenti mentali’ che con superbia, incompetenza, arroganza, fino al sadismo, fanno del male agli esseri più piccoli, delicati, trasparenti che esistano. Bambini ombra, bambini invisibili che fingono di tutelare ma che condannano ad enormi sofferenze e ad una vita insalubre da adulti. Lontani da chi li sapeva consolare e sostenere: il babbo e la mamma. La loro famiglia!