Ridate questi bambini alla mamma…ridate loro il sorriso…

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Ridate questi bambini alla mamma!

Perché la Magistratura non recepisce il concetto di “Emergenza”?

Esistono situazioni nelle quali si vive l’emergenza, cioè la necessità impellente di fare qualcosa immediatamente per scongiurare o limitare un danno, a volte irreparabile. Sarà che sono una intensivista ma conosco bene l’emergenza. L’emergenza, che addirittura non c’è nel giudicare un criminale: il danno è già fatto, l’omicidio già avvenuto, la strage, la rapina già stati…più importante, del risolvere immediatamente il caso, è che la Giustizia vada, anche lenta, ma sicura e potente al suo successo, alla condanna sicura del colpevole o all’assoluzione dell’innocente.

Ma ci sono situazioni, come questa che coinvolge due creature piccolissime, che recano con sé l’emergenza di una  pronta risoluzione, della interruzione di un evento altamente lesivo.

Abbiamo capito che Donatella è “accusata” di una malattia “che non esiste” (in realtà non si può essere “accusati”…ci può essere diagnosticata una malattia, che non è una colpa, è un dramma, casomai, ma lasciamo stare), e per ora non trapela altro! L’abbiamo vista in azione e ne viene fuori l’immagine di una vera, grande Madre.

Sappiamo di un padre accusato di abusi, anche sessuali, che paiono fortemente sospetti tanto che pare che il curatore dei bambini (non la madre) abbia fatto i suoi passi per proteggerli. Due bambini, quindi, per definizione, fortemente sofferenti!

Ci appare un contesto di una famiglia per bene: un nonno, vecchio pediatra fortemente stimato nel suo paese, una insegnate sostenuta nel dramma da docenti, studenti, famiglie.

Quale può essere il ragionamento di una mente umana adulta che….in questa situazione ordina e mantiene l’allontanamento coatto dei bambini dalla madre e dall’ambiente familiare, scuola compresa? Neanche i nonni andavano bene? Meglio una suora? “Noi ce li abbiamo i genitori” urlava un bambino! Già il padre è in discussione, e non è poco rischiare di perdere un padre! Ed ora, per effetto di una idiozia che di scientifico non ha neanche il nome, ma che fa ridere tutto il mondo e che tradisce solo un enorme business, queste creature devono perdere l’unico appiglio che rimane loro per tentare di crescere armoniosamente? Devono perdere anche la madre, oltre tutto ciò che dà loro sicurezza? La casa, i nonni, la scuola, gli amici?

Non solo abusati, anche allontanati dai propri affetti.Una violenza dopo l’altra. Quella manina che cerca la mano della mamma è negli occhi di tutti. Quanti giorni devono ancora passare? E per far che? Sbollire? Spurgare? Come le lumache?

Vogliamo provare ad ordinare l’allontanamento coatto dai loro affetti e luoghi di questi adulti che con tale facilità ordinano ciò per dei bambini. Facciamo che stasera assistenti sociali, poliziotti, psicologi, magistrati, avvocati, suore e quanti altri, scendendo dal lavoro trovano la macchina circondata da poliziotti che urlando li portano di peso in una comunità chiusa facendogli interrompere ogni contatto coi familiari, lavoro, amici, etc etc, senza neanche un messaggio, una telefonata, una parola, facendogli perdere tutti i riferimenti e senza una idea del proprio futuro, di quando usciranno di prigione, del perché ci siano finiti. Senza una speranza! E questi sono adulti, strutturati e in grado di difendersi.

Tralascio altre riflessioni! Quei due bambini devono uscire immediatamente dal regime di residenza coatta cui sono stati sottoposti senza alcuna ragione, ammesso che ragioni ve ne possano essere per limitare così, e violentare così, la libertà personale, che è un diritto inviolabile anche dei bambini!

Ogni giorno che passa il trauma aumenta ed i danni saranno incalcolabili. E’ essenziale che chi si occupa di bambini sappia agire in emergenza, sappia indire udienze in giornata e prendere decisioni ragionevoli per il vero bene del bambino o, perlomeno, per la sua incolumità. E’ essenziale che, chi occupa posizioni di tale prestigio, abbia sufficiente cultura generale da comprendere e sapere cos’è un bambino, quali sono i traumi da cui deve essere preservato, quali i requisiti per una sua crescita armoniosa. Quali possono essere le vere, drammatiche, eterne conseguenze di decisioni mal prese, superficiali, inadeguate. E’ essenziale che comprenda il concetto di “emergenza”. Che si brucia in minuti ed ore, non nei tempi dei rinvii delle udienze dei tribunali.