Informazioni su Serenella

Dott.ssa Maria Serenella Pignotti Neonatologo Pediatra Medico-legale Perfezionato in Terapia Intensiva Neonatale Perfezionato in Neurologia Neonatale Master di II livello in Bioetica: l'incontro di filosofia, medicina e diritto Master di II livello in Psichiatria, psicopatologia forense e criminologia Albo dei Periti del Tribunale di Firenze n° 5510 Area Diritti del bambino AOU Meyer - Firenze Tel 055 5662545 fax 055 5662400 E-mail: m.pignotti@meyer.it

Firenze amica dei bambini

Ribadisco che il mio impegno, oltre a sostenere gli altri temi del programma elettorale, sarà fortemente rivolto al tema dell’infanzia, dei giovani, della famiglia per rivalutare e valorizzare i diritti del bambino e del ragazzo. Primo tra tutti quello di CRESCERE ALL’INTERNO DELLA PROPRIA FAMIGLIA, di essere ASCOLTATO veramente e preso in massima considerazione in ogni decisione che lo riguardi, a fronte dell’incessante e vergognoso fenomeno del ricovero coatto in istituti privati. L’impegno sarà rivolto al sostegno alla famiglia, l’unico vero luogo dove un bambino deve crescere.

https://www.youtube.com/watch?v=G1M6L2ZCTDo&list=UUY6Wm0lp3rHUTw4ZUyG1p-g IMG 1087 www.youtube.com

per una firenze più bella

Dal mondo dei bambini per una Firenze più bella!

Cari amici,dopo tutti questi anni di lavoro, come pediatra e medico legale, e dopo aver capito quanto si possa fare per rendere migliore la vita dei bambini, delle loro famiglie ed anche, quindi, degli adulti, ho pensato di portare il mio impegno e la mia esperienza in Consiglio Comunale a Firenze.
La nostra bella città, capolavoro di arte, può diventare ancor più bella e culla di benessere per grandi e piccini.
Credo infatti che, se si impara a guardare al mondo con gli occhi dei bambini, si possa costruire qualcosa di splendido. Continua a leggere

Gentile Ministro Orlando…

Gentile Signor Ministro,

Intervengo brevemente sulla Sua risposta alla interrogazione dell’On. Angelo Cera che ha per oggetto la vita intera, presente e futura, di due bambini.

Lei sostiene, come la Corte di Appello, che la revoca del collocamento presso una struttura comunitaria non era possibile perché “…si sarebbe posta in contrasto col prevalente interesse dei minori al graduale recupero dei rapporti con i genitori e avrebbe potuto sbilanciare in modo pregiudizievole per i piccoli l’equilibrio faticosamente raggiunto negli ultimi mesi”.

Da cosa Lei evince che l’interesse prevalente di due bambini sia il “graduale recupero dei rapporti con i genitori”? Continua a leggere

Tra amarezza e chiarezza: risposta ad un “esperto”.

Gentile Dottore, è interessante riflettere su quanto lei dice…. a lei i contenuti della PAS paiono convincenti? Allora faccia la cortesia di spiegarceli… Purtroppo, uno dei problemi della PAS (e dei suoi sostenitori) è proprio quello di non avere contenuti.

Semplicemente, di fronte al rifiuto di un bambino di trascorrere tempo con un genitore viene tautologicamente assunto che “sia colpa certamente dell’altro genitore e che tutto quello che dice il bambino sia falso“! Punto! Non c’è altro contenuto, rivelando così l’enorme problema del genitore cosiddetto alienato come dell’esaminatore: l’incapacità a criticare in modo costruttivo il proprio comportamento e la relazione che questi ha costruito col figlio. Continua a leggere

Il naturale legame madre-neonato

Il cucciolo d’uomo, come gli altri mammiferi, nasce con le competenze adeguate a nutrirsi e sopravvivere quando mantenuto vicino alla sua mamma. E’ in grado di muoversi, strusciare e raggiungere il capezzolo dove sfamarsi e trovare tutto il calore, il contenimento, il nutrimento che gli serve, esattamente come tutti i cuccioli che vediamo nascere, gatti, cani che dir si voglia. La mano dell’uomo nella natura deve servire a facilitare questi fenomeni naturali e ad eliminare il potenziale di danno e morte che la natura prevede ma non ad alterare il corso degli eventi. Questa neonata, semplicemente adagiata sul ventre materno, raggiunge da sola la mammella, il capezzolo, orientandosi nello sconcertante ambiente, ed inizia a cibarsi, con suzione e deglutizione adeguata senza alcun aiuto da parte degli adulti. Non riconoscere la sensorialità ed i comportamenti innati insiti in ognuno di noi porta solo a gravi danni, spreco di tempo e di risorse, infine a morbilità e mortalità assolutamente gratuite.

 

http://youtu.be/iIJcvATyM7A

il Dr Gardner e la PAS siano solo una “nota patetica” della Psichiatria

Un commento sul suicidio del dottor Richard Gardner rilasciato dall’ultimo uomo che lo ha esaminato, l’avvocato Richard Ducote:

La Sindrome di Alienazione Genitoriale è un falso, una frode pro-pedofilia inventata da Richard Gardner. Sono stato l’ultimo avvocato ad esaminare Gardner. In Paterson, New Jersey, egli ha ammesso di non aver parlato con il preside della facoltà di medicina della Columbia da oltre 15 anni , e di non aver avuto rapporti privilegiati con l’ospedale per oltre 25 anni. Non ha avuto incarichi dai Tribunali per decenni. Continua a leggere

Macchè mamma e babbo: genitore 1 e genitore 2…

“..Arriva dritta da Venezia dove nei giorni scorsi Camilla Seibezzi, delegata del sindaco Giorgio Orsoni per le pari opportunità, ha avanzato l’illuminata proposta di sostituire a mamma e papà i termini «genitore 1» e «genitore 2», per non fare torto alle coppie omosessuali, che diversamente avrebbero corso il rischio di sentirsi di serie «B». Inutile dire che l’idea è piaciuta tantissimo al ministro Cécile Kyenge che fieramente nei giorni scorsi ha affermato di essersi «sempre battuta per le pari opportunità» e si è detta pronta – anche in questo caso – a garantire appoggio all’iniziativa….”

Ma io dico…questi signori non si rendono conto che il termine “padre” e “madre” sono riferiti ad un bambino, e che, quindi….è al bambino….che si deve render conto! Non agli adulti!

Dei diritti delle coppie omosessuali, eterosessuali, bisessuali, quadrusessuali, quadrupedi, bipedi, ermafroditi…non ce ne può importare di meno. Le pari opportunità sono un diritto riferito ai generi maschile e femminile……..non alla popolazione di bambini. Continua a leggere

Quel gran brutto pasticcio della Consulenza Tecnica Psicologica

È  tutta la struttura della CTU che non va.

Primo tra tutti il ricorso ad essa su larga scala, praticamente SEMPRE, come se spesso non potesse bastare il giudizio di un magistrato equilibrato e di buon senso, dotato di capacità umane e relazionali normali, con un vissuto “umano” dentro di sé. Le CTU non vanno fatte, semplicemente. Ci sarà qualche caso, sporadico, in cui ci vuole l’opera di un “esperto”, ma nella stragrande maggioranza dei casi, ma che ci importa di sapere quali sfumature di carattere ha un genitore, da quando in qua ci vuole la patente di genitore per tirare su i figli. E poi, quand’anche si sappia che il padre è un ansioso e la madre ha conflitti irrisolti? che si fa? gli si leva i bambini? stanno meglio in comunità? E quei consulenti stessi, che storia di “genitore” hanno per andare a dare giudizi morali sugli altri: chi neanche sa cosa significhi avere figli! chi non è neanche sposato! chi ha enormi problemi con i propri di figli! chi ha separazioni drammatiche addosso! chi viene da storie personali altrettanto drammatiche. …ma.. minimo dovrebbero prima essere loro esaminati, altrimenti sai che “controtransfert” viene fuori…Chi valuta quali e quante “emozioni proprie” il consulente getti sui periziandi? Per non parlare dei fatti noti di consulenti che sono anche “impastati” con case famiglia, o addirittura ne sono fondatori o soci… Ma questa è l’Italia dei conflitti di interesse e tutto ciò non scandalizza! Continua a leggere