Pubblico il documento che abbiamo elaborato nel tentativo di fare chiarezza su una materia complessa nella quale tanta confusione è stata fatta, tentando di riportare il ragionamento su un piano obiettivo che parta da dati scientifici e dalle posizioni delle Società Scientifiche. Il fine di tale documento è contribuire alla difesa dell’infanzia e della famiglia come naturale luogo di crescita e sviluppo del bambino e dare voce ad una sostanziosa quota parte di persone e associazioni che la pensano in modo diverso da quello che, almeno, appare il prevalente modo di pensare ed agire in questa materia e, soprattutto, di decidere il destino dei nostri bambini. Molte persone sono rimaste stupefatte, amareggiate ed impaurite, nell’apprendere e vedere storie e fatti altrimenti neanche immaginabili: il bambino di cittadella, i bambini di battipaglia, un profilerare di case famiglia, peraltro costosissime, il forteto, fiumi di affidamenti ai servizi sociali, bambini strappati alle madri sulla base di CTU che poggiano sul niente, senza alcun riferimento scientifico, impregnate di pregiudizi e considerazioni personali, a firma di “esperti” autoreferenziati, la PAS, la PAD, la PA, sentenze nei diversi gradi che si annullano l’un l’altra mentre i bambini ne hanno già subito i provvedimenti. Stiamo assistendo all’annullamento della maternità, quasi che lo Stato si potesse sostituire alla relazione madre/bambino ed anche madre/padre/bambino. Quasi che la famiglia, da sempre culla naturale dell’armonico sviluppo dell’uomo, pur con tutti i suoi problemi, incertezze e contrasti, non avesse più significato e scopo e non fosse più, per lo Stato, come la Costituzione sancisce, nucleo sociale da difendere e salvaguardare. Tutto questo in nome di un “interesse prevalente del minore” nebuloso e per niente chiaro. Questo e tanto altro ancora, ci spinge a far sentire la nostra voce.
Ancora una riflessione dalla vicenda di Serena
Questo un tratto della sentenza con cui Serena fu definitivamente tolta alla famiglia: Continua a leggere
C’era una volta una bambina piccola piccola, che si chiamava Serena Cruz
Nel 1988 scoppiò un caso nazionale che forse è il caso di ricordare, quando un uomo, dichiarandosi padre naturale di una bambina filippina, la portò in Italia dove fu successivamente adottata anche dalla moglie. Continua a leggere
Battipaglia e la sua risposta
http://www.telecolore.it/?p=21576
Battipaglia sostiene la sua insegnante e la mamma della sua città. Evidentemente quella è una donna amata ed apprezzata per la quale, pur in questo mondo di grandi individualismi, ci sono persone che impegnano la propria faccia e la propria dignità.
Deve essere una persona in gamba, per la quale si mobilita un paese. Ma non è in grado di allevarsi i suoi figli! Continua a leggere
1706 bambini milanesi tolti alle famiglie
“…Per non parlare dei 1.706 minori tolti solo lo scorso anno alle famiglie e affidati tout-court agli istituti. «Troppi, innegabilmente troppi». «A Milano c ‘è stata una istituzionalizzazione di massa. Perché è più facile mandare un bambino in istituto che seguirlo direttamente magari in un affido. Ma ora stiamo lavorando per arginare anche questo fenomeno». Parla Carmela Madaffari, dirigente dei Servizi Sociali del Comuni di Milano. http://www.ilgiornale.it/news/assistenti-sociali-bocciati-milano-li-rispedisce-scuola.html Continua a leggere
25 aprile 2013: La follia di uno stato agonizzante che violenta i suoi bambini
http://www.ilmattino.it/salerno/bimbi_tolti_madre_battipaglia/notizie/272308.shtml
http://blog.ilmanifesto.it/antiviolenza/2013/04/23/litalia-condanna-le-donne-e-non-ama-i-bambini/
Oggi è la ricorrenza della Liberazione. Che portò con sé la nascita di una tra le grandi democrazie occidentali, con la promulgazioni di una splendida Costituzione: la più bella di tutte! Con l’enunciazione degli inviolabili diritti umani, irrinunciabili: la libertà personale è inviolabile, il domicilio è inviolabile, è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, lo stato protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù……..
In queste pagine ci sono più notizie. E più immagini. E più parole e più lacrime. Mi tornano in mente i film sulle deportazioni degli ebrei, quando strappavano i bambini dalle braccia dei genitori per portarli chissà dove, tra urla e lacrime, quasi tutti a morire. Ed anche questo dei aver pensato quel bambino che domanda alla mamma “ci uccideranno?” Non riuscivo a vedere quelli nè riesco a vedere questo. La differenza è solo nelle fucilate. Nient’altro. Continua a leggere
Lo stato smetta di terrorizzare i bambini
Il pianto dei bambini campani……..
Ho appena sentito, al tg, i pianti dei due bambini campani, portati via dalla mamma, mentre li riportava a casa da scuola. Pare 4 volanti della polizia, contro una mamma e una nonna, per prendersi due bambini di 7 ed 8 anni. E le parole di grandissima profondità di quella madre che diceva loro per dargli forza, “vi porteranno a Salerno, ma io sarò lì sotto, starò sempre lì, anche se non mi faranno entrare“. Anche questa donna malata “di PAS”. Anche questi bambini allontanati nontante dimostrino di stare bene, lì, con la mamma e di non volere andare via. Quante lacrime ancora dovremo vedere e sentire. E quante violenze sopportare. E tutti questi “operatori”, nessuna pietà? Nessun dubbio? Quante violenze, su donne e bambini, gratuite, inutili, malvagie. Un unico errore, nel servizio: questi non sono affatto “bambini contesi”, questi sono “bambini-oggetto”, il cui destino non interessa. Usati per far male alle ex-mogli. Contendersi un bambino significa lottare per averlo per sè, per portarselo a casa, tenerlo con sè, non per consegnarlo a carcerieri, pur di sottrarlo alla “ex-moglie”. Continua a leggere
Cominciamo noi, dai nostri figli….
Solo per ridere un pò….
Questo non è un articolo, è una risata tra amici.
Facendo la spesa l’altro giorno, al supermercato, ho visto un poveretto, con in collo un bambinello sui sei mesi, che trascinava o meglio cercava di trascinare dietro sé una bambinetta sui 4-5 anni, verso il banco dei surgelati. La bambina urlava come una pazza “io non lo voglio comprare il prezzemolino” mentre il padre cercava di convincerla “amore dobbiamo comprare il prezzemolino alla mamma“; “alla mamma serve per gli spaghetti con i gamberetti“. E lei “non mi piace il prezzemolino sulla pasta coi gamberetti“; “non lo voglio comprare il prezzemolino“; “non lo voglio comprare il prezzemolino alla mamma“. Ed il pover’uomo cercava disperatamente di convincerla a comprare il prezzemolino per la mamma, mentre teneva l’altro in collo cercando di contenere lei. E la cosa è andata avanti non poco, tra lacrime, urli e dissacrazioni del “prezzemolino” con il poveretto che cercava di mediare senza dare in escandescenze, tra prezzemolo per la moglie e figlia non consenziente. La conclusione è stata che la piccola ha trascinato il padre dietro di sé per sparire…non so dove! Mi viene da ridere quando parlano di “manipolazione dei figli”….ma questi signori….li conoscono i figli??? beato chi li manipola….. Continua a leggere
