Scacco matto contro la PAS

scacco_matto, ..e adesso che facciamo con tutte le sentenze, i provvedimenti, i procedimenti, le memorie in Tribunale che sono partiti, approdati ad una diagnosi di PAS? Che facciamo di tutte le lungaggini nei Tribunali, nelle cause dovute alla “ipotesi diagnostica” di PAS? Non parliamo dei bambini allontanati dalle mamme, e del dolore di questi madri. Che facciamo, stendiamo un pietoso velo? Dimentichiamo? Non c’è un articolo del codice civile che dice che “chiunque causa ad altri un danno ingiusto….”? Credo sia scattata l’ora dei risarcimenti. Chi ha fatto diagnosi di PAS, paghi il giusto incalcolabile risarcimento per l’enorme, incommensurabile danno dello strappare dalle braccia di una madre un bambino. E che lo stato si dichiari “parte civile”. Il danno alla società è enorme. Che la Corte dei Conti indaghi. Sono soldi di tutti. Chi ha diagnosticato, sentenziato, promulgato la PAS ed i suoi correlati, deve pagare quanto ha causato.

La Società Italiana di Pediatria si pronuncia contro la PAS

Anche la più grande Società Scientifica Italiana che si occupa di infanzia si pronuncia contro la patologia inesistente, la scienza spazzatura che tanto male ha fatto a bambini e mamme, alle famiglie in toto e che tanto ha ostacolato la Giustizia.

 http://sip.it/notizie/pas-una-sindrome-indefinita 

“la Società Italiana di Pediatria esprime soddisfazione per la sentenza della Corte di Cassazione sulla vicenda del bambino di Padova con la quale la Suprema Corte ha affermato che “l’ipotesi della Sindrome di Alienazione Parentale (PAS) necessita di un conforto scientifico” in assenza del quale si corre il rischio “di adottare soluzioni potenzialmente produttive di danni ancor più gravi di quelli che teorie non rigorosamente verificate pretendono di scongiurare”.

 “Se i bambini soffrono per il divorzio dei genitori non devono essere etichettati con patologie, ma ascoltati, non obbligati ma aiutati. Se non vogliono vedere un genitore ci deve essere un motivo che va compreso”, conclude Corsello. “Speriamo di non vedere mai più un bambino trascinato e portato laddove non vuole, nemmeno se si pensa che è per il suo bene”.

Ed ora iniziamo a buttare nel cestino il materiale che fa riferimento alla PAS

Esistono delle Linee Guida in tema di abuso sui minori,  2007 Edizioni Erickson a firma della SINPIA, Società Scientifica che non solo citano Gardner (pag 19)  in bibliografia, ma fanno espresso riferimento alla PAS, in vari punti della loro trattazione. Non solo ma, come se non bastasse e come quindi ci si può aspettare, mostrano una disparità di considerazione tra uomini e donne, padri e madri, che riporta ai medesimi, obsoleti, medioevali principi che hanno ispirato la PAS e tutto il suo costrutto: i pregiudizi contro le donne. linee guida abuso Continua a leggere→

Leonardo è tornato a casa


La cassazione distrugge la PAS ed il suo uso nei Tribunali. questo è il messaggio importante! La Pas è una invenzione, un mostro creato da mostri. Atto a proteggere i padri violenti, i pedofili, gli abusanti. Serve ad imbavagliare le madri che hanno il coraggio di denunciare, di difendere i loro bambini. Serve a creare uno scudo probatorio ai misfatti di un padre cattivo. Appena il bambino e la madre denunciano, e si allontanano e si rinchiudono tra loro dandosi forza, arriva la diagnosi: il bambino non vuole vedere il padre per colpa della madre, perchè lei lo influenza, perchè lei è cattiva e lo mette contro il padre. I comportamenti del padre non sono importanti. Il peggior violentatore non ha neanche il bisogno di crearsi un alibi. Ecco lì la prova della PAS: il rifiuto. Il rifiuto non può essere dovuto alla paura, alle violenze ed a tanti altri comportamenti sbagliati e violenti.
Con le parole di un avvocato americano “La PAS è il sogno dell’avvocato della difesa: più grande la prova del crimine, più grande la prova della difesa”.
La PAS è nel cestino! Era spazzatura ed è finita tra la spazzatura. Nessuno la potrà più usare in tribunale. Perchè un tribunale serio non ammette false teorie, pregiudizi, dicerie medioevali. Ammette la scienza, i dati, le prove dei comportamenti. E decide! questo ha fatto la Cassazione. Ha ricordato ai giudici quale è il loro lavoro.

E’ arrivata……

La sentenza della Cassazione è arrivata…….

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/03/20/news/bimbo-conteso-la-cassazione-accoglie-il-ricorso-della-madre-1.6734834

Demolisce la PAS, i suoi sostenitori, tutte le persone che han speculato attraverso e con essa. Spazza via le lacrime dei bambini, i pianti delle mamme e dei babbi, seppur pochi, anch’essi accusati di essa. Via schifezze! La Giustizia merita ben altre considerazioni, merita il conforto della scienza, quella vera, quella che non si vende ai malfattori. La scienza moderna, attuale, basata sulle evidenze, sui dati. Non sui pregiudizi medioevali!

Non ci sono streghe da bruciare, ma bambini da tutelare, preziosi diritti umani da onorare. Via la violenza domestica. Via dalla nostra società moderna. Via questo brutto mondo di speculazioni ed interessi. Oggi è il giorno dei bambini! Che tornino dalle loro mamme, dai loro babbi bravi che non li vogliono rinchiudere in comunità, che tornino alla loro vita di gioia, speranza e curiosità. Alle loro scuole. Tranquilli. Protetti da un mondo di adulti competenti, onesti, disinteressati, veri. Si apre un mondo di risarcimenti. Qual è il danno biologico di un bambino e di una mamma separati da una enorme medioevale bugia? Immenso!!!

 

L’abusato, mal-usato, confondente e ormai desueto termine “bigenitorialità”

Nel nostro paese, abbiamo il brutto difetto di parlare tanto, ma tanto… e senza avere le idee chiare, né chiari i concetti oggetto della conversazione. Le parole non sono altro che un insieme di lettere e suoni a cui assegniamo un significato. E, se il significato è lo stesso per tutti, possiamo usarle per “parlare” con un altro, quello ci capisce e risponde. E la discussione va avanti. Se invece non ci siamo accordati sul significato di quell’insieme di lettere, le parole sono le stesse ma la discussione non va avanti. Non ci si capisce. Troppo spesso chi parla non ha ben chiaro il significato di una parola, ma parla lo stesso! Col risultato di confondersi e far confondere. A quel punto vien fuori un caos. Chi parla da una parte, chi da un’altra usando le medesime parole ma con significati diversi. A quel punto la parola è finita! È morta, non serve più. Continua a leggere→

Sulla sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo

Da quello che ho capito la situazioni in questione era molto peculiare. Non una coppia di omosessuali che vogliono adottare un bambino, ma una madre con un figlio regolarmente avuto da un uomo che, avendo deciso di vivere con una compagna, ha deciso di fare adottare il bambino da quest’ultima. quindi non un bambino senza babbo, ma un bambino con un babbo e due mamme. Continua a leggere→